L'Italia sara' grande cantiere

Roma - (20/11/2002)

Il presidente Berlusconi"Il mio sogno e' vedere trasformata l'Italia in un grande cantiere. E questo sogno sono convinto che si realizzera'".

Lo ha affermato il Presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, che si Ŕ recato al Ministero delle Infrastrutture per fare il punto con il ministro Lunardi riguardo alle grandi opere contenute nel programma della Casa delle Liberta'. Dopo una riunione durata circa un'ora, il premier ha dato delle rassicurazioni sugli interventi da portare avanti. Il primo annuncio riguarda l'autostrada Palermo-Messina:

"I lavori sono stati bloccati ma entro il 2003 ci sara' l'inaugurazione". La seconda comunicazione, poi, riguarda il ponte sullo Stretto: "Ho avuto la conferma che si realizzera', c'e' la volonta' di farlo, perche' cambiera' la vita, mentalita' e cultura degli italiani".

Per il presidente del Consiglio "l'apertura dei cantieri puo' determinare un incremento dello 0,5-0,7% del prodotto interno. Non c'e' opera di quelle indicate di cui noi ritiriamo l'impegno. Si e' fatto gia' molto, ma credo che fosse utile un intervento del premier per dare una mano, per rimnuovere ostacoli, velocizzare l'iter parlamentare, per sensibilizzare maggiormente i ministri, soprattutto quelli che dispongono di risorse come il ministro dell'Economia.

Senza buttare la croce addosso a nessuno, ma negli scorsi dieci anni non abbiamo assolutamente ammodernato il nostro Paese, prima c'era la paralisi". Silvio Berlusconi ha ribadito il sostegno "personale" per "recuperare il gap strutturale che riguarda l'Italia. Abbiamo speso 200.000 miliardi di vecchie lire in meno rispetto agli altri Paesi, bisogna dotare il Paese di un sistema di trasporto che regga la concorrenza, perche' questo e' indice di come funziona l'economia".

Il premier con Lunardi ha voluto fare il punto sulla realizzazione delle grandi opere. Innanzitutto una constatazione che riguarda "le infrastrutture obsolete e le norme non adeguate" che ci sono in Italia.

"Manterremo l'impegno di realizzare 146.000 miliardi di grandi opere attraverso un piano decennale e per questo motivo mi mettero' a disposizione del Ministero delle Infrastrutture e dedichero' un appuntamento ogni settimana per fare una verifica dell'andamento dei lavori".

Il capo del Governo, quindi, nell'esprimere la soddisfazione "di essere stato nominato consigliere aggiunto da Lunardi", conferma che fara' tutto il possibile per rispettare gli impegni presi e soprattutto per reperire i soldi necessari. "I fondi - nota - vengono dall'Europa e da stanziamenti pubblici. Anche qui - continua il premier - abbiamo avuto interventi importanti prima c'erano soltanto 11 miliardi di euro a disposizione, ora ne sono stati trovati 38". Tutto cio' serve, oltre a recuperare il gap strutturale, a ridurre del 40% il numero dei morti sulle strade".

Silvio Berlusconi, dopo aver assicurato che "studiera' tutti i dossier" e che dara' "un apporto positivo e propositivo", parla di altri progetti in cantiere, come quello di migliorare le autostrade del mare, migliorare "la qualita' dei centri storici" e "realizzare case con la tecnica della nuova scienza, la domotica". Berlusconi, quindi, riserva la priorita' ai piani di intervento per le infrastrutture. Per questo motivo si sofferma sulla necessita' di combattere la mafia e qualsiasi ostacolo che possa ritardare la realizzazione degli interventi:

"C'e' un progetto di prevenzione per evitare le avventurose situazioni di contaminazione affinche' si possa escludere che ci siano agenti che possano essere inquinati da attivita' e influenze mafiose". Infine il capo del Governo conclude la conferenza stampa alle Infrastrutture con un altro annuncio: "Nei prossimi giorni il Cipe analizzera' i progetti riguardo il Mose, la metropolitana di Napoli e la terza corsia del raccordo anulare di Roma".