Berlusconi e l'Iraq

Roma, 9 febbraio 2003

''Mi sto adoperando per cercare in tutti i modi di evitare una guerra ma non ci si puo' nascondere dietro un dito''.Lo ha affermato il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che reduce dal colloquio telefonico con Bush intervenuto in collegamento telefonico domenica 9 febbraio durante gli Stati generali di Forza Italia dell'Emilia-Romagna svoltisi a Modena. Berlusconi ha sottolineato che c' e' ancora un margine, una ''alternativa alla guerra, ossia che Saddam Hussein accetti il salvacondotto offerto da una nuova risoluzione Onu che gli garantisca l' immunita' e l' esilio''. Ma se il rais di Baghdad non dovesse accettare, e secondo Berlusconi e' difficile che lo faccia, allora la guerra diventerebbe una ''alternativa indispensabile'', ma con l' auspicio che avvenga sotto l0' egida dell'Onu. Ad oggi la possibilita' di evitare la guerra ha una percentuale molto bassa, perche' l' Iraq non ha adempiuto alle tante risoluzioni Onu e neppure alla 1441''.

La pace, ha sottolineato Berlusconi, ha pochi margini perche' l' Iraq non ha risposto a una serie di domande: ''Dove sono andate le 6500 bombe chimiche, le 100.000 tonnellate di agenti chimici, gli 8500 litri di antrace, i 146 missili a lungo raggio? Forse Saddam non ha mai avuto la volonta' di disarmare, perche' proprio sul possesso delle armi ha basato il suo potere. E ha imposto un rispetto minaccioso nei confronti dei paesi circostanti, tenendoli sotto schiaffo''. Insomma, non disarma per non essere ''detronizzato''.

Il premier ha osservato che l'unica occasione ancora a disposizione del dittatore per scongiurare un attacco e' di accettare un salvacondotto: ''Ma se questo non andra' a buon fine, e le possibilita' che ci sia un buon fine sono piccole'', bisogna tener conto della situazione dell' America che, come ''ha detto Bush, teme un nuovo attacco, piu' terribile e spettacolare, di quello dell' 11 settembre. Prigionieri di Al Qaeda e di altri terrorismi hanno riferito agli investigatori statunitensi questa voce. In una eventuale azione, e' ipotizzabile l' uso di armi di facile trasporto, ossia biologiche o chimiche. E la domanda che ci si pone e' se le armi dell' Iraq possano essere gia' state consegnate alle organizzazioni terroristiche o se ci sia il rischio che possano essere consegnate. Allora potrebbe verificarsi la catastrofe, anche in una piccola citta' di provincia americana. Per l' America quindi si impone l' adozione di contromisure''. Gli Usa sostengono che gia' la 1441 ha dato il via a un intervento militare, ma e' opportuna una nuova risoluzione:

''Sono convinto che di fronte alle prove che risulteranno anche il 14 febbraio dal nuovo rapporto degli ispettori Onu, gli Stati che siedono nel Consiglio di Sicurezza vareranno una decisione in questo senso. Se questo non accadesse, beh, allora e' sicuro, e' sicuro che gli Usa, magari con la Gran Bretagna e l' Australia e qualche altro stato opereranno nella direzione dell' intervento militare. Questo sarebbe un fatto negativo, a cui se ne aggiungerebbero altri. Primo, le Nazioni unite non avrebbero piu' una funzione, potrebbero tornare ad essere quello che era la Societa' delle Nazioni, che non seppe impedire la Seconda Guerra Mondiale. Quindi l' Onu perderebbe di importanza e di credibilita'. Secondo, si aprirebbe una divisione profonda tra Usa e Ue, perche' sarebbero in questo caso la Germania e la Francia che con il loro voto avrebbero impedito la seconda risoluzione Onu. Terzo, nella Ue ci sarebbe una divisione proprio quando, invece, dovrebbe essere compatta, perche' sotto la nostra presidenza si dovra' varare la nuova istituzione per l' Europa a 25 e poi a 27. Spero a 28, con la Turchia, presidio nel sud-est europeo''.

Il premier ha anche auspicato l' allargamento della Ue a Israele, sola democrazia mediorientale, e Russia. Berlusconi ha sottolineato il ruolo dell' Italia nelle operazioni di mantenimento della pace: ''Siamo un alleato fedele ma che sa anche dire all' amico piu' potente: attento, non puoi tentare di procedere capovolgendo il diritto internazionale. Attento, le tue ragioni si possono condividere, ma devi operare all' interno del diritto delle nazioni unite, del diritto internazionale''.